C'è
la ragazza con la pistola, c'è la ragazza con la valigia, e poi ci sono io, la
ragazza con gli scatoloni.
A
chi non mi conosce, sembra che io ci prenda gusto a traslocare di continuo. A
chi, invece, mi conosce bene, sa per certo della mia perversione di traslocare
ogni due tre.
E' anche
da precisare che, non mi limito a traslocare da una casa all'altra, magari spostandomi
da un quartiere all'altro di una stessa città, ma trasloco direttamente di
città in città, senza pormi tanti problemi.
Tra
gli appartamenti che ho visitato in queste settimane, ne ho visto uno che mi è piaciuto da morire. Purtroppo, essendo stato un
B&B, non è organizzato per essere adibito ad appartamento (la cucina ed il
terrazzo sono ampi e arredati in un modo squisito, perfetti per ospitare amici
e organizzare pranzi domenicali come quelli a cui ero abituata quando vivevo a
Siracusa) e, mentre il proprietario non sa come riadattarlo e adibirlo ad un
nuovo uso personale, io, appena tornata a casa, mi sono tuffata sul mio blocco
schizzi, per buttar giù tutte le idee che mi erano venute mentre visitavo
l'immobile, ed ecco come si potrebbe trasformare nella casa dei miei sogni: la
camera da letto grande (due vani collegati da un'apertura ad arco) sarebbe perfetta
per avere zona letto e studiolo nello stesso spazio; le altre tre camere
potrebbero essere adibite una a biblioteca (da mettere a disposizione anche a
chi cercasse un luogo tranquillo in cui leggere, studiare, preparare esami
universitari), una adibita a sala musica e video proiezione (all'interno della
quale avere vari strumenti per lo studio e per il diletto, in cui chiunque
potrebbe venire anche insieme al proprio maestro per far lezione, o anche solo
per esercitarsi), ed una come laboratorio artistico per dipingere, scolpire,
lavorare il legno, e fare modellismo (anche questa, a disposizione di chi
cercasse un luogo per creare... quanto mi manca la mia stanza laboratorio di
Siracusa!); il lungo corridoio sarebbe perfetto per un'esposizione di dipinti e
sculture. Il proprietario mi lascerebbe anche fare dei lavori dentro ma, l'intenzione
è di trovare una situazione di normale fitto, senza ulteriori oneri, dato che
deve solo essere una situazione di passaggio, il tempo che mi organizzi il
futuro.
Veniamo
ora alle riflessioni su cui la mia mente si contorce da tempo, e che hanno dato
vita al titolo del post.
Nel
momento in cui ci si prepara per un trasloco, si è costretti a fare i conti con
le troppe cose accumulate nel tempo.
Guardando
alla nostra epoca consumista, osservo come il comprare, stipare, accumulare sia
considerata una pratica usuale, senza mai che ci si fermi a pensare: "E'
necessario comprarlo? In quale altro modo potrei procurarmelo?".
Nella
nostra mentalità, se desideriamo una cosa, è necessario acquistare
quella cosa ed averla in casa, che sia nostra, tutta solo nostra.
E'
in questo modo che accumuliamo anche cose che non sarebbe necessario
acquistare, se solo avessimo un senso diverso del "possesso" e
sapessimo di poter porre fiducia nel rispetto di terzi, verso dei beni che potrebbero
essere in condivisione.
Inizio
col farvi un esempio pratico: il monolocale in cui vivo attualmente è
all'interno di un grande appartamento dove sono presenti altri quattro comodi
monolocali, con i quali condivido un ingresso e la lavasciugatrice. Per il
resto, ognuno ha la propria cucina, il proprio frigobar, il proprio bagno
interno.
Io
che sono stata la prima ad entrare in casa, non appena finiti i lavori di
ristrutturazione, ho anche potuto arredarla a gusto mio (a spese del padrone,
che doveva comunque comprare i mobili) e mi sono creata una casetta squisita,
colorata ed accogliente.
Torniamo,
però, ai problemi delle poche cose condivise. Gli altri coinquilini dei
monolocali, oltre degnarsi raramente di pulire la zona dell'ingresso comune, hanno
il vizio di usare con menefreghismo la lavasciuga, come se non fosse interesse
anche loro di tenerla in buone condizioni e perfettamente funzionante. A
seguito anche dell'atteggiamento di queste persone, io stessa ho cercato di
procurarmi una lavatrice da poter usare solo io, da avere all'interno del mio
appartamento, in modo da non dovere subire i peli di cane della vicina zoccola
(andata via a Dicembre, per fortuna), i pezzi di schifezze staccatesi dalle
scarpe da ginnastica di quello che chiamo "La checca isterica" (c'è una cosa chiamata "lavaggio a vuoto" che non farebbe male scoprire), e i cicli
di lavaggio che non s'inceppino a causa della brutta abitudine di
sovraccaricare la lavatrice.
Poi
mi fermo un attimo a riflettere, e penso che non mi serve una lavatrice tutta mia,
perché averne una tutti in comune è sufficiente e perché, se ovunque nei
condomini e nel mondo si facesse lo stesso (con rispetto nell'utilizzo, ovviamente),
avremmo tutti dei vantaggi, sia a livello economico personale (anche le spese
di manutenzione verrebbero divise per il numero di utilizzatori), sia a livello
ambientale (produrre 10 quando ne basta 1 è un crimine contro il pianeta e
contro noi stessi), sia a livello d'ingombro (al posto della
lavatrice, ognuno avrebbe uno spazietto in più per un bel vaso di fiori).
Spostiamo
questo discorso a libri, CD, DVD. Capisco che ci siano città e paesini poveri
di servizi pubblici ma, mi atterrò a quello che offre la città di Roma.
Quando
dopo quasi sei anni di vita a Siracusa, dovetti riportare tutte le mie cose a
casa a Catania, dai miei genitori, dovemmo fare i conti con libri, CD,
collezioni di videocassette di teatro e cinema, e collane cinematografiche in
DVD che possedevo in quantitativo smisurato.
Oltre
lo spostarli fisicamente, si pose il problema di trovarvi collocazione in
quella che era una casa già arredata di tutto punto e contenente i libri, CD e
DVD accumulati negli anni in cui avevo vissuto con i miei. Molta della roba
traslocata ai tempi, è ancora dentro scatoloni rimasti abbandonati in garage.
Roma. Roma
offre un ottimo servizio di biblioteche comunali (libri, CD, DVD) ed è presente
la splendida Biblioteca Nazionale. Quando entro in una biblioteca di Roma,
penso che "sono fortunata ad avere tutti questi libri", perché in
realtà, non sarebbe il possederli a casa che mi renderebbe più ricca, o
soddisfatta, quanto il fatto che possa accedere ad una così grande ed infinita
collezione.
Quando
prendo un libro in prestito, quel libro avrà modo di appartenermi solo se farò
mio il suo contenuto. L'acquistarlo, invece, mi farebbe appartenere solo un
mucchio di fogli in più e avrebbe svuotato il mio portafoglio senza una reale
motivazione.
Immaginate
con quale gioia abbia accolto i siti di streaming nella mia vita!, conoscendo adesso la mia
visione delle cose.
Lo
stesso sistema di condivisione potrebbe spostarsi su molte altre cose, come le
bacinelle per il bucato, stendini, portaombrelli, scope palette rastrelli e
secchi, aspirapolvere, scaletta. E invece no, ognuno ha i propri e, che in
cinque coinquilini sia capitato una volta in due anni e mezzo di fare le
pulizie di casa in contemporanea, sembra essere solo un dettaglio da nulla.
Per
quel che mi concerne personalmente, io ho da traslocare anche le stoviglie per
la cucina: ho tutto di mio, date le pentole da dopo guerra ed i piatti
lesionati forniti dai proprietari degli appartamenti; inutile dire che mi sono
concessa anche certe comodità come un'alzata a tre piani per la frutta, un
porta spezie a cestelli, la macchina per il caffè espresso, un carrellino per
portare la spesa, diverse cassettiere di plastica (non avendo mai avuto
cassettiere nelle stanze in affitto, e armadi piccolissimi), un ventilatore,
uno scaldino elettrico. Diciamo pure che, queste non sono cose da poter avere
in condivisione, dato che l'utilizzo tra più persone sarebbe contemporaneo.
Provate
a fare un conto rapido di quanto risparmieremmo, e di quanto risparmieremmo al
nostro pianeta, se in tutti i condomini fossimo attrezzati a piccoli gruppi
(considerando anche il numero di componenti di ogni singola famiglia) in questo
splendido modo: la condivisione.
In
questa crisi economica mondiale, più che mai faccio sogni di mondi migliori, di
popoli migliori, e vorrei che mi si offrisse la possibilità di poter essere
migliore anch'io.